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L’entroterra della Gallura è un luogo affascinante che conserva ancora l’anima più autentica della Sardegna del nord est.

Attraversarla significa scoprire distese di vigneti alternati da foreste di sughere, olivastri e lecci sempre verdi. Tra la sua folta vegetazione spuntano spesso imponenti e maestose rocce di granito, altra risorsa naturale di rinomata qualità.

Nell’attraversare questa terra ti chiederai spesso se davvero ti trovi in Sardegna, isola che nell’immaginario collettivo è percepita come terra brulla e arida. In qualsiasi stagione dell’anno arriverai qui, la sorpresa e la meraviglia saranno di casa: in primavera i mille colori dei fiori selvatici regalano vedute allegre e spensierate; in estate non mancano campi verdi, mete preferite dei pascoli di vacche e capre; in autunno la vegetazione riprende il suo naturale spazio infoltendosi senza riserve e in inverno non mancheranno le cime imbiancate del Limbara... ogni stagione ha il suo fascino e la sua irresistibile autenticità.

Il nostro tour ci porterà alle sponde del lago artificiale del Liscia, un bacino che raccoglie le acque piovane sin dagli anni ‘60 e che rifornisce tutte le abitazioni e le attività commerciali della bassa Gallura.

Vista dall'alto del Lago del Liscia

Un lago che per la sua semplicità sembra essere naturale e che regala pace e serenità alla sola vista delle sue acque che riflettono il colore del cielo.

Arrivati sul lato ovest ti accompagnerò fino ad uno straordinario monumento della natura: l’olivastro millenario più antico d’Europa che con i suoi 3800 anni di vita è stato riconosciuto dall’UNESCO patrimonio dell’umanità e tra gli abitanti locali è conosciuto come il Patriarca. Chissà quante cose potrebbe raccontare ai suoi estasiati visitatori se solo potesse parlare.

Poco distante si erge fiero il suo compagno di vita: un altro olivastro di “appena” 2000 anni che con la sua modesta “giovinezza” saprà farti sognare tempi antichi.

Dopo aver apprezzato il silenzio incantato interrotto ogni tanto dal tintinnio dei campanellini delle pecore che pascolano indisturbate, ci sposteremo a Luras, il paesino di pietra distante appena una decina di km dal lago.

Dolmen all'ingresso di Luras

Dopo una pausa rigenerante in uno dei caffè del centro, inizierai a vivere un’esperienza unica che ti riporterà indietro di qualche secolo: la visita della casa museo della femmina Aggabadora.

In questo antico palazzo dell’800 Piergiacomo Pala, un cultore delle tradizioni del suo paese natale, ha voluto esporre vari manufatti e attrezzi del quotidiano degli abitanti locali per far conoscere gli usi e i costumi della sua gente.

Tra tutti merita una particolare attenzione l’allestimento della camera da letto, dove scoprirai i segreti e i tabù celati per secoli del ruolo di una misteriosa donna che aveva il delicato compito di porre fine alle sofferenze di malati terminali del paese secondo un rito ancestrale secretato per secoli e fieramente scoperto dai parsimoniosi studi e ricerche del proprietario, Piergiacomo.

La visita della casa museo è altresì arricchita dall’esposizione di manufatti e attrezzi per la lavorazione della lana e per quella del sughero, due pilastri dell’artigianato locale.

Poco distante da Luras, su uno dei versanti della seconda catena montana dell’isola, si erge Tempio, un paese ricco di cultura e tradizioni da non perdere.

Dalla visita del suo centro storico caratterizzato dal granito locale, conoscerai molte curiosità. Iniziamo a visitare la maestosa cattedrale dedicata a San Pietro.

La facciata riprende lo stile classico dell’interno della Gallura: interamente in pietra nuda di granito grigio. Entrando al suo interno scoprirai subito che si tratta di una cattedrale dalla cura dei dettagli e dai materiali preziosi del suo imponente altare: il coro è di legno pregiato mentre l’altare è di marmo policromo italiano, con la tipica scalinata alla base della quale siedono due leoni e la tipica forma di prua di barca.

Una caratteristica del colle su cui si erge la cattedrale è la presenza di altre due chiese a pochi metri l’una dall’altra. Un edificio è l’Oratorio del Rosario mentre l’altro è la chiesa Santa Croce.

Lasciamo i tre edifici sacri per arrivare alla piazza Gallura, sede del Municipio. Un tempo sede di un convento di suore carmelitane, oggi è un punto di ritrovo dei cittadini, perché attorniata da numerosi caffè e bar.

Lasciando questa piazza ed inoltrandoci tra le fitte viuzze acciottolate di granito, poco distante dalla sede del sindaco, ci imbattiamo su un basso e tipico edificio medioevale, caratterizzato da un fregio di famiglia molto particolare.

Prova a indovinare chi ha abitato qui … un personaggio nominato nel 22° e 23° Canto dell’Inferno di Dante: il famoso e discusso Conte Ugolino della Gherardesca.

Questa città non smette mai di sorprenderti, regalandoti testimonianze di un moderno artigianato locale fortemente legato alla tradizione ma che sposa modernità e innovazione.

Infatti subito dietro l’angolo potrai visitare con stupore una bottega artigianale di sughero Suberis di Anna Grindi, una conosciuta abitante di Tempio, che da oltre 15 anni ormai realizza capi di abbigliamento e accessori per la casa utilizzando la materia naturale più conosciuta della Gallura: il sughero.

Sembra quasi impossibile che da una corteccia di sughero si possa ottenere una soffice ma resistente stoffa che si presta ottimamente per la realizzazione di abiti, giacche, vestiti, scarpe e perfino gioielli e forniture d’arredamento.

Eppure a Tempio potrai scoprire anche questa splendida pagina dell’artigianato sardo di cui i Galluresi vanno fieri. Segue un’imperdibile visita del Nuraghe Majori, che già dal nome fa intuire la sua importanza e maestosità. L’imponente torre nuragica si trova in località Conca Marina a pochi km dall’abitato di Tempio.

Vista del Nuraghe Majori di Tempio

Prima di visitare il monumento nuragico, lasciati incuriosire dal giardino naturale botanico che ci conduce fino al monumento e che è stato allestito da Miriam e le sue colleghe, che con amore e professionalità gestiscono questo testimone silenzioso dell’antica cultura nuragica sarda, rendendo ogni angolo del sito, un angolo di paradiso. Questa è sicuramente un’ottima occasione per approfondire la conoscenza e la scoperta delle numerose e profumatissime piante endemiche del nostro territorio.

Nella nostra escursione non può mancare un momento di degustazione soprattutto per chi ama conoscere i sapori e le delizie locali.

Così ci spostiamo di un paio di centinaio di metri per raggiungere un agriturismo accogliente e ben organizzato: il punto di ristoro Nuraghe Majori gestito da una coppia di due giovani locali, che mettono cuore e professionalità in ogni minimo dettaglio.

Assaggerai un pranzo gustoso di prodotti tipici locali preparati e serviti da Patrizia e Roberto, campioni di bontà e ospitalità.

La nostra avventura finisce qui, ma ti aspetto per la prossima, non mancare

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